Celebrities

CURA
Cut&Paste di Sonia Borsato

Siamo o non siamo cresciuti con le figurine Panini, abituati staccare e incollare  immagini, creando associazioni, narrazioni, consecutio personalissime? E, più grandicelli, non abbiamo forse continuato questa pratica convertendola in un più professionale Ctrl+X e Ctrl+V? Siamo dei guardoni dall’immaginario scomponibile; la nostra vita è un album di celebrità prêt-à-porter dove incolliamo e/o stacchiamo nuove, inquietanti divinità filtrate ogni giorno da piccoli e medi schermi. Non importa la fonte: televisione e internet hanno lo stesso ammaliante potere.
Curiosando nel vocabolario ricordiamo che celebre è chi è «noto per fama all’universale, il cui nome va per le bocche di tutti». Non si parla di merito, di capacità, di motivazione. L’opinabilità della notorietà viene svalutata dalla quantità. L’ipnotica magia del “già visto”, del conosciuto che diventa ingiudicabile, inqualificabile detta le regole della costruzione della nostra identità visiva, struttura la società dandole forme liquide che scivolano sull’olio di desideri effimeri e ogni giorno diversi. Davanti al potere ipnotico del tubo catodico deponiamo le armi, azzeriamo il giudizio perché ciò che conosco non possa nuocermi. 
La nevrosi isterica collettiva in cui siamo teneramente avvinti ci rende fratelli nella forzata condivisione di un immaginario che tutto è fuorché autonomo.La vera sfida non è più produrre per produrre ma digerire, metabolizzare e poi, magari, vomitare un pasto nuovo a cui tornare, come cani. 
Questo stiamo diventando: cani addestrati a riconoscere il padrone, addomesticati in prima serata (ma anche al pomeriggio, la mattina etc).Sinuoso come un virus, che si insedia in un organismo fingendosi amico per poi attaccarlo dall’interno, Gianluca Vassallo compie l’assalto alla Bastiglia della mente comune dissacrando il potere con il suo stesso mezzo: raccoglie frammenti  di immagini casualmente “rubate” da internet e le riassembla secondo un gusto narrativo inedito, talvolta sottilmente macabro ma rivelatorio. Ci restituisce la dimensione di prede che quotidianamente viviamo inconsapevolmente.  Irride le nostre moderne divinità, quelle che tessono le fila della nostra vita, che muovono i fili di un teatrino mondiale su cui danziamo come scomposte marionette dimentichi della nostra possibilità di decidere. Di questo teatrino Vassallo tenta un sabotaggio consapevole, trasforma la pratica in teoria associando concetti in modo mai ingenuo ma anzi assolutamente provocatorio sapendo che l’unico modo di combattere non è e non può più essere la platealizzazione sessantottina ma una più sottile “istigazione al pensiero”: all’arte spetta ancora il compito dell’insinuazione dei sospetti, la nutrizione delle idee e del coraggio della possibilità. All’artista il peso di saper vedere dove la massa brancola cieca.

  • Barack Obama
    Barack Obama
  • Benedetto XVI
    Benedetto XVI
  • Ruhollah Khomeyni
    Ruhollah Khomeyni
  • Silvio Berlusconi
    Silvio Berlusconi
  • Gianluca Vassallo
    Gianluca Vassallo
Scroll Left Scroll Right