La fotografia è lo strumento attraverso il quale cristallizzo l’immaginario emotivo, partecipando attivamente alla casualità che regola l’interazione tra gli uomini e gli oggetti che compongono il mondo.
In questa sezione del sito, trovete una selezione di immagini relative a progetti fotografici che hanno avuto una curatelia che, quindi, hanno visto riconosciuto il loro valore anche da occhi, diversi dai miei, formati per individuare un significato nei processi di creazione. Progetti organici che, durante la loro produzione, puntavano ad una narrazione consapevole e coerente.
New York e altre MetaforeLa relazione tra individuo e moltitudine, il raccordo tra il se e il dove, tra cultura e consumo, sogno e aberrazione in un viaggio fotografico tra San Teodoro, Sassari e New York che segue la linea temporale degli accadimenti Viaggio/Meta/Ritorno. Le citta, tutte, sono protagoniste inconsapevoli di una mutazione che è in capo e in coda alla narrazione e che a questa è funzionale. Sassari entrerà dentro NY e viceversa in un racconto per immagini che non restituisce soltanto oggettività sensibile ma la lega alla memoria durante i passaggi di luogo, di tempi, di vissuto. La mutazione diventa lo stimolo per una riflessione su città e individuo, smarrimento del sé e destinazione, sull’interazione tra l’uomo e gli oggetti che sono costrutto urbano, tra città e idea di cittadinanza. La Sassari disabitata delle lunghissime domeniche, quella dei vicoli che ti guardano, quella che conserva il timore di Dio nei quartieri popolari, che mangia e s’addormenta con la stessa paura del prossimo avvenire, senza vedere, come solo gli occhi stranieri sanno, la meraviglia che sta nella prossima destinazione. La San Teodoro degli avidi, insaziabili sostenitori dell’Uomo sulla Natura, quella degli ultimi che s’incantano dinnanzi a ciò che della meraviglia rimane. La San Teodoro che ha perso l’estate e l’aspetta con la paura cieca che non sappia più arrivare. Tra una parola superflua e l’altra. Nel silenzio che domina le vie abitate dal solo ricordo dell’ultimo inquilino di settembre. Fino a domandarsi muti cosa accada nel buio degli appartamenti sfitti, fino al prossimo sole di giugno. Non sarà un viaggio fatto di luci quanto, piuttosto, di ombre che vivono, di umanità rumorosa e paziente, di cortei invisibili e di inesauribili speranze offerte da tutti a mani tese ad un futuro che non vuole definizioni. Una NY che vive della complicità taciuta tra gli ultimi e i primi nella prospettiva sorprendente di un socialismo del contemporaneo. Photomoleskine: Appunti Visivi dalla Sardegna Contemporanea
Il viaggio tra i volti del nostro tempo nasce dalla personalissima esigenza di indagare le interazioni tra gli uomini e i luoghi, la capacità di questi di intervenire sul divenire dei singoli che, a condizioni identiche, reagiscono con moti opposti. Questo lavoro completa il ragionamento iniziato con il documentario Hope: Le Nuove Migrazioni. Lo completa perchè contrappone ai migranti per ”volontà culturale”, una volontà basata sulla percezione della mancanza di opportunità – raccontati in Hope -, gli imperterriti interpreti della possibilità di costruire opportunità che nascono da un approccio globale anche sull’Isola. Un ritratto al giorno per 60 giorni, tra coloro che propongono una dimensione futuribile della Sardegna. Una dimensione fatta di proposte culturali, di scienza che si rinnova, di musica irrispettosa, di arte che parla con le tecnologie, di vino e cibo che si offrono ai continenti. Di saperi, insomma, che influenzeranno inevitabilmente il nostro sguardo sul mondo. Con buona pace della tradizione.